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Da un po’ di tempo nella mia mente c’era l’intenzione di fare un’esperienza di volontariato, la mia meta intenzionale era l’Africa. Un giorno mi arriva una telefonata da un’amica, la quale mi dice: che ne dici dell’Ecuador invece dell’Africa?… ho avuto bisogno di un attimo di tempo per riflettere e poi accettai la sfida. Parlo di sfida perché per me non è stato facile decidere di allontanarmi dai miei figli per un periodo così lungo. Inizialmente avremmo dovuto partire per tre settimane, ma poi divennero quattro.

Tutto pianificato a dovere e partii senza avere la minima idea di cosa mi aspettasse. Sapevo che avrei dovuto occuparmi della cucina e poco di più. Dopo il lunghissimo viaggio arrivai a Esmeraldas, i miei occhi non si stancavano di osservare, osservare ed ancora osservare. Case molto colorate e semplici, molta gente fuori casa, musica a tutto volume. Come primo impatto noti la semplicità e l’allegria delle persone, non vedi la povertà. Dopo i primi giorni passati a cucinare, volevo fare altro… e mi ritrovai a fare il manovale piastrellista, nella vita c’è davvero sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Un dì suor Giusy decise di farci fare una visita nei quartieri più poveri, non trovo nemmeno le parole adatte per descrivere ciò che ho visto, eppure loro erano sempre sorridenti! Tantissimi bambini che si riversavano nelle viuzze, a piedi nudi e con una visibilissima malnutrizione. Finita la visita, tornammo alla missione, ma dalla mia mente non riuscivo ad allontanare la visione pomeridiana. Un pomeriggio Toccante, dove l’aspetto Emozionale mi ha accompagnata a lungo.

A fine esperienza mi soffermo spesso a pensare alla nostra realtà, abbiamo davvero tanto ma troviamo qualcosa per il quale lamentarci quotidianamente e non siamo contenti, loro non hanno nulla, eppure sanno fare una cosa molto importante, SORRIDERE. Mi sento di consigliare questa esperienza, si va per donare e ti ritrovi a ricevere.

Laura Maffina


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